venerdì 12 gennaio 2018

GIUSTISSIMO NORMARE PRESENZE ED INTERVENTI DEI GIORNALISTI IN TV


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Par condicio, perché è giusto che l’AgCom controlli anche gli interventi dei giornalisti in tv

Par condicio, perché è giusto che l’AgCom controlli anche gli interventi dei giornalisti in tv
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di Angelo Mazzoleni
In questi giorni di campagna elettorale, oltre alle promesse mirabolanti, senza coperture di alcuni partiti politici, assistiamo a una contestazione, da parte di alcuni autorevoli giornalisti, dell’estensione a questa categoria, di alcune norme dell’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom) atte a garantire un minimo di par condicio in tv. In pratica, come per i politici, viene richiesta la presenza di più giornalisti che possano esprimere diverse posizioni politiche durante una stessa trasmissione, o che dichiarino il loro orientamento politico.
Le argomentazioni addotte dai detrattori di questa scelta si riducono in sostanza a due:
1. un sacrilegio impedire la libertà di espressione della stampa (succede solo nei regimi);
2. impossibile, difficile, comunque ridicolo, invitare giornalisti di diversi orientamenti politici in una stessa trasmissione;
Entrambe queste motivazioni, nel contesto della attuale realtà politica italiana, considerato il livello di informazione dominante sono, a mio parere false, fuorvianti, un po’ ipocrite e hanno il sapore di una difesa di categoria. Libertà di espressione non significa infatti libertà di influenzare, da una propria postazione di privilegio, in campagna elettorale, un pubblico spesso privo di senso critico, con i giudizi politici, spesso spacciati per oggettivi, invece che come opinioni personali o utilizzando una serie di tecniche comunemente usate per mistificare i fatti in assenza di uncontraddittorio. A maggior ragione se ci si finge indipendenti e obiettivi, ma non si ha il coraggio di dichiarare apertamente per chi si vota.
Sappiamo che, in Italia, la maggior parte dei giornali ha editori-padroni, che spesso ne dettano o condizionano la linea e che i giornalisti, realmente indipendenti o professionalmente corretti, sono molto pochi. Come è facilmente riscontrabile, spulciando e confrontando le informazioni date sui vari canali, questo vale anche per i vari talk televisivi e tg, in quanto viziati a monte da un gigantesco conflitto di interessi, mai non a caso sanato, sia sulle reti Mediaset, che in quelle cosiddette pubbliche ma di nomina politica da parte del governo in carica.
Il caso più evidente di questa cattiva informazione e squilibrata par condicio è quello del M5S che, avendo pochi giornalisti “amici” e nessun peso o quasi nelle tv di Stato, risulta oggettivamente penalizzato sia sul piano politico che dell’immagine.
Infine, mi pare altrettanto riscontrabile ed evidente, seguendo le diverse trasmissioni televisive di maggior ascolto, che non solo i conduttori e giornalisti ospiti usano due pesi e misure nei giudizi che esprimono sulle diverse forze politiche, ma utilizzano o no, a seconda della convenienza e del politico presente in studio, tecniche di interruzione, domande addomesticate o feroci. Altro che reale obiettività, indipendenza, professionalità, di cui spesso parla uno dei contrari a questo regolamento, il pur apprezzabile Enrico MentanaIl suo discorso avrebbe un senso se tutti i giornalisti fossero su quel livello di professionalità e reale obiettività, cosa per altro difficile per ogni essere umano.
Purtroppo sappiamo che così non è. Che questo è un discorso utopico e astratto nella migliore delle ipotesi. Ben vengano dunque finalmente,, almeno in campagna elettorale, queste regole ferree dell’Agicom. Peraltro trovare dei contraltari di giornalisti in una stessa trasmissione, anche se più difficoltoso, non è affatto impossibile. In ogni caso, che almeno i giornalisti presenti dichiarino onestamente, prima di esprimere liberamente giudizi e analisi, per chi votano. Forse questo potrebbe anche essere in un primo passo verso una informazione davvero più onesta e corretta, anche dopo le elezioni.

mercoledì 10 gennaio 2018

ELEZIONI POLITICHE:ULTIMA OCCASIONE PER GLI ITALIANI DI CAMBIARE QUESTO PAESE

Nonostante un rancore viscerale che accomuna tanti  rappresentanti di PD PDL E E LEGA,ospiti quasi fissi di tanti talk e trasmissioni televisive faziose, dove si “spettegola,quasi quotidianamente, senza contraddittorio, sul M5S,  i Pentastellati continuano a crescere nei sondaggi. Sembra che la par condicio, per i  media di questo Paese, sia un optional e che giocare con le carte truccate ( non bastasse la nuova legge elettorale studiata ad hoc in chiave anti-M5S), sia diventata la normalità.

 Naturalmente, la motivazione  principe addotta, come paravento, a  tutti questi attacchi o delegittimazioni,  è sempre quella dei “Grillini inesperti ed incapaci di governare, come dimostrerebbe il caso Roma”. Tesi ultimamente rilanciata non a caso,  a piene mani, oltre che da Renzi,  con il mantra fantastico “delle scie chimiche e dei vaccini” dalle tv sorelle del pifferaio magico che, con Salvini, promette, a destra e manca, soluzioni mirabolanti  per gli Italiani. Purtroppo, tutte  prive di coperture credibili.

martedì 14 novembre 2017

Se Silvio Berlusconi ritorna è perché ogni Paese ha il governo che si merita

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POLITICA

Se Silvio Berlusconi ritorna è perché ogni Paese ha il governo che si merita

Se Silvio Berlusconi ritorna è perché ogni Paese ha il governo che si merita
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di Angelo Mazzoleni
Strano Paese l’Italia. Moltissimi bravi cittadini si lamentano di una classe politica indegna, di un sistema malato e corrotto, dell’ economia disastrata da decenni di malgoverno. Eppure, quando si tratta di dare il proprio contributo a un possibile cambiamento, una buona metà di italiani si astiene o vota sempre per quegli stessi soggetti che sono i primi responsabili dei disastri nazionali. Senso etico, consapevolezza, informazione critica pari a zero? Credo che queste siano solo una parte delle ragioni di fondo.
Il fatto che ognuno rimanga visceralmente attaccato al cordone ombelicale del proprio partito per abitudine, disinformazione, pigrizia mentale, deriva da un comune sentire di natura psicologica:la paura del cambiamento.
In altri termini, molti italiani preferiscono restare attaccati alla casa madre, all’usato, anche se non sicuro, ormai decrepito, ma già sperimentato, invece di aprirsi a un possibile nuovo. Diventa perciò normale difendere, giustificare o negare (bollandolo come persecuzione giudiziaria) ogni atto indegno compiuto da esponenti del proprio partito. Moltissimi italiani sembrano avere la memoria talmente corta da cancellare in un istante il ricordo, pur recentissimo, dei danni prodotti, da venti anni di berlusconismoo di finta sinistra al governo.
Il passo successivo, finito il breve periodo di indignazione collettiva di Mani pulite, è stato quello di una progressiva assuefazione e rassegnazione collettiva. Da gran tempo le manifestazioni di piazza si contano sulle punte delle dita. Corruzione, massoneria, poteri forti, salvo che per una parte della collettività, sembrano non averepiù alcun peso nella scelta elettorale di molti italiani divisi ormai in tifoserie.
Pur considerando che, da sempre, l’Italia è Paese moderato, conservatore e di destra, non ci si può spiegare altrimenti, a mio parere, la ragione per cui un Berlusconi possa ancora tornare in auge e possa ancora vincere e governare, pur sotto nuova indagine e con i cosiddetti impresentabili, in Sicilia. Non ci si spiega razionalmente perché un elettore di sinistra informato voti ancora Matteo Renzi. Soprattutto perché moltissimi aventi diritto al voto, arrabbiati o rassegnati, si astengano dal votare facendo il gioco del potere in carica invece di esprimersi per una alternativa possibile di cambiamento. E qui il discorso, comunque la si pensi, ci porta alla mancata vittoria del M5S in Sicilia.
Sicuramente ha pesato e continua a pesare molto, nella mancata conquista siciliana, la tesi diffusa dei “Grillini inesperti e incapaci di governare” (come se i partiti tradizionali avessero mostrato di non esserlo). Questo aspetto ha infatti aumentato la tendenziale paura di molti italiani del cambiamento. Inoltre, vanno considerati anche gli effetti secondari insiti nel Dna della sottocultura dell’italiano medio, spesso interessato più al bene della sua parte che al bene collettivo, con scarso senso etico, sempre pronto a delegare a un capo invece che partecipare attivamente alla vita del Paese.
Manca in sostanza, in ancora molti, troppi italiani, il coraggio di cambiare, di provare quello che molti media descrivono, spesso faziosamente, come “un salto nel buio”. Questo, nonostante la precarietà della loro condizione, oltre alla chiara, obiettiva e razionale individuazione dei responsabili politici.
Forse, se superassero questa patologia, molti cittadini potrebbero scoprire che, questo salto, se accompagnato dalla loro partecipazione attiva, potrebbe invece portare l’Italia “fuori dal buio” in cui giace da anni.

giovedì 8 giugno 2017

M5S: GOVERNARE BENE CON GLI UOMINI GIUSTI NEI POSTI GIUSTI

Non so quando andremo finalmente a votare, ma, riducendo il discorso all’ osso, a mio parere, governare bene significa avere, ben chiaro in mente, un progetto e modello alternativo di Paese, un programma completo in tutti i settori, una squadra preparata e degli economisti validi e alternativi di riferimento, soprattutto un bravo coordinatore che sappia mettere gli uomini competenti giusti al posto giusto.
Tutto questo processo va preparato prima collettivamente, col supporto anche della base e delle idee dell’intelligenza collettiva, attraverso una democrazia diretta ben strutturata, organizzata e democratica nella gestione e negli strumenti.
Mi auguro che il M5S ( e soprattutto i vertici), dopo alcuni errori compiuti, lo abbiano finalmente compreso e siano davvero pronti.
Lacredibilità del movimento ed il bene del Paese dipendono anche da questo, ma dipenderà anche dal fatto di non sprecare le esperienze e competenze fin qui maturate dei parlamentari attuali, rivedendo la regola dei due mandati e ampliandola almeno a tre, vista la fase attuale, soprattutto se passerà la legge elettorale proporzionale.

domenica 9 aprile 2017

Il SUM #01 SUL FUTURO DELL’ ASSOCIAZIONE CASALEGGIO: UN A SVOLTA PER IL M5S

Credo che il convegno, organizzato ieri dall’ associazione Casaleggio, segni un cambio di passo  ed un segnale  di maturità per tutto il M5S, ma anche per il Paese. A maggior ragione se,  come annunciato, verrà replicata e sviluppata nel tempo.

giovedì 26 gennaio 2017

LINEE GUIDA DI UN POSSIBILE PROGRAMMA DI GOVERNO DEL M5S

QUALI PROVVEDIMENTI SONO PIU' URGENTI ED UTILI PER IL PAESE?

Secondo quanto emerso dalla discussione nel nostro gruppo. al fine di delineare un programma completo in tutti i settori su cui costruire UN MODELLO ALTERNATIVO DI PAESE DA COMUNICARE AGLI ELETTORI( che manca ancora nel m5s mentre non è neppur chiaro se le proposte approvate su lex iscritti, entreranno o no nel programma) dovrebbero essere questi:

Priorità di breve –medio periodo

EUROPA
Piano di exit che consenta di rimuovere gli ostacoli per una eventuale nostra uscita dall'euro-zona che dovrebbe prevedere modifiche costituzionali ed altri interventi quali:
- attuazione di un referendum consultivo o, nel caso esso non sia possibile, l’introduzione in costituzione del referendum propositivo o comunque una modifica dell’attuale normativa per poter far decidere i cittadini democraticamente;
-abolizione vincolo del pareggio di bilancio e fiscal compact,
-nazionalizzazione di una grande banca per gestire il processo ( ad es.per ricomprarci la parte del debito in mano estera per evitare ricatti esteri ed attacchi speculativi );
-accordi politici ed economici con altri Paesi mediterranei USA E RUSSIA, viste l’attuale situazione che pare favorevole.

mercoledì 11 gennaio 2017

LE CONTRADDIZIONI DA SANARE NEL M5S

Molti iscritti al M5S lamentano da tempo immobilismo, criticità e contraddizioni interne, sulla gestione e sugli strumenti per una reale democrazia diretta che, oltre a rendere problematico un nostro futuro di governo, stanno minando la fiducia nei vertici di parte di molti iscritti:

-manca un canale unico di dialogo tra base e portavoce con parlamentari delegati a rispondere almeno sulle problematiche comuni inerenti gli strumenti della DD, sulla sua gestione, sulla costruzione anche dal basso di leggi e programma completo in tutti i settori, sulle strategie politiche.Insomma: troppo verticismo e mancanza di trasparenza e comunicazione;

martedì 1 novembre 2016

LA DEMOCRAZIA DIRETTA, PER FUNZIONARE, DEVE ESSERE BEN ORGANIZZATA E STRUTTURATA

PREMESSA
Visto che, ultimamente,   si riparla di democrazia diretta in rete, che la nuova piattaforma Rousseau, con sezione lex iscritti ancora inattiva,  non consente di fare proposte programmatiche  da parte degli iscritti ( per non parlare del forum improduttivo ed obsoleto, sempre sul blog di Grillo), che non è ancora chiaro come e da chi verrà gestita  la fondazione,   vorrei sintetizzare alcune riflessioni a compendio di quanto già scritto, 4 anni fa, su questo blog, prima ancora che iniziasse la sperimentazione nel Lazio della piattaforma Parelon  ( che per ora  appare  più avanzata di Rousseau rispetto alla strutturazione di una  vera democrazia diretta).
Per chi volesse approfondire rimando alla descrizione  nel mio progetto generale:
http://progettodemocraziadiretta.blogspot.it/…/un-nuovo-mod…

martedì 19 luglio 2016

M5S: IL TEMPO DI PASSARE DA UNA OLIGARCHIA SPARTANA ALLA DEMOCRAZIA ATENIESE.

La sconfitta politica alle amministrative sembra non aver insegnato nulla al pd e neppure ai media di sistema. Non passa giorno in cui la macchina mediatica del fango pidina non sputi qualche schizzo di fango sul m5s. Tecnica obsoleta che ormai, in un elettorato piu ' consapevole, non funziona piu'.

martedì 24 maggio 2016

ATTIVATA SU ROUSSEAU “LEX ISCRITTI “LA DEMOCRAZIA DIRETTA NON E’ PIU’ UN SOGNO?

Nessuno ne parla, come se questa notizia che, avrà dei risvolti futuri importanti, non solo per il m5s, fosse marginale rispetto alle quotidiane  fanfaronate renziane: da alcuni  giorni,  è stata attivata sulla piattaforma  Rousseau la sezione “Lex iscritti “che segna un primo passo verso un percorso di democrazia diretta dal basso all’interno del movimento. 

martedì 17 maggio 2016

LA CONFUSIONE TRA GARANTE E CAPO IN ALCUNI PORTAVOCE DEL M5S

Il ritornello-mantra che ci viene ogni giorno riproposto dai vari portavoce, per motivare espulsioni e la  sospensione di Pizzarotti, che ha comunque commesso anche lui degli errori, è quello che Grillo è da sempre stato il GARANTE del m5s 
Punto e a capo. 

Il punto è invece che, forse,  manca la  conoscenza del significato e del ruolo che dovrebbe avere in un sistema democratico un garante. 

martedì 12 aprile 2016

IL SINCRETISMO POLITICO RIVOLUZIONARIO DI CASALEGGIO

Credo che uno dei punti centrali dell’ idea rivoluzionaria di Roberto Casaleggio,( di cui,  a volte pure io ho criticato qui alcune scelte di metodo, in merito proprio ai ritardi degli strumenti per una reale  democrazia in rete, ma forse c'erano buone e sagge ragioni  per averla cosi' graduata ) sia quella di aver sognato la realizzazione della democrazia diretta in una società molto più vasta e complessa di quella greca.

lunedì 30 novembre 2015

DEFINIRE REGOLE UNIFORMI E TRASPARENTI PER LE CANDIDATURE LOCALI DEL M5S

Dopo la buona esperienza romana, per scelte e  metodo democratico e, invece.    quella pessima di Milano, ma anche rispetto alla questione delle espulsioni e della gestione verticistica di Rousseau,  penso che il m5s dovrebbe dotarsi di regole chiare, precise ed uniformi che sanino queste contraddizioni antidemocratiche di fondo, evitando altri errori e la solita improvvisazione che oltretutto si presta a strumentalizzazioni da parte dei media di sistema..

sabato 13 giugno 2015

QUEL CHE I MEDIA ITALIANI NON SANNO O FINGONO DI NON SAPERE SUL M5S

Sono onesti, coerenti, quasi tutti laureati. Donano gran parte del loro stipendio  ai cittadini ed imprese in crisi. Hanno da subito rinunciato ai vitalizi. Dopo due legislature tornano volontariamente  a casa. 

Essendo l'unica vera forza politica  anti-sistema, post ideologica ma che porta avanti in concreto gran parte dei veri valori di sinistra ed in grado di vincere, ha quasi tutti i media  contro. Nonostante questo, continuano a crescere nei sondaggi.

giovedì 5 marzo 2015

PATRIMONIALE INEVITABILE



Sulla base di alcune ricerche e studi fatti in questi anni , sostengo  da molto tempo la necessità di introdurre nel programma del m5s , una proposta che potrebbe, se studiata bene, consentire di  rilanciare l’economia del paese, smentendo coloro( per cui i ricchi sono sacri ed inviolabili)  che quotidianamente ci vengono a raccontare che non ci sono risorse e che una patrimoniale non sarebbe possibile, inventandosi le giustificazioni più inverosimili.





Partiamo da alcuni dati  certi che vengono dalla banca d’Italia anche se  di 2 anni fa:

mercoledì 4 febbraio 2015

UN NUOVO MODELLO ORGANIZZATO DI DEMOCRAZIA LIQUIDA

PREMESSA

Ho elaborato questo progetto piu' di tre anni fa, soprattutto pensando al m5s (cui poi mi sono iscritto) e mi pare ancora attualissimo dato che, purtroppo,   poco è cambiato sul blog di Grillo rispetto alla messa in campo di strumenti   che consentano, in modo autonomo ed organizzato una reale e diffusa democrazia diretta o liquida dal basso. 

Manca cioè  un modello nazionale di riferimento collettivo che consenta alla base ed ai cittadini, in modo uniforme e non dispersivo, di organizzare e coordinare un processo di sviluppo della democrazia diretta, dell'intelligenza collettiva e  delle competenze, nei vari settori, dei cittadini per la costruzione di programmi  e strategie. 

Anche se, con lex iscritti sono stati fatti grandi passi in avanti  non possiamo ancora parlare di  una vera democrazia dal basso diretta. 

Penso sia  fondamentale che queste contraddizioni vengano superate anche perchè da questo dipende la  possibilità di un completamento più organico e progettuale del programma politico-economico per un governo alternativo del Paese...