venerdì 9 febbraio 2018

ALESSANDRO DI BATTISTA ED IL RIMBERLUSCONIMENTO DEGLI ITALIANI

Sicuramente,  il termine “rincoglionimento”, utilizzato da A.Di Battista  a Riva di Chieri (Torino), davanti alla fabbrica che ha annunciato 500 licenziamenti, potrebbe risultare offensivo per qualcuno, condivisibile  da altri, soprattutto da coloro che hanno compreso il contesto. 

Si tratta comunque , a mio parere, di un errore nella comunicazione  politica, sia in termini di linguaggio, sia sin quanto non supportato da argomenti chiarificatori. Forse, farà perdere consensi al M5S., ma Di Battista, l’anima rivoluzionaria del movimento, è fatto così,  dice sempre, sinceramente e con grande passione politica quel che pensa. A volte in modo troppo istintivo, dimenticandosi il suo ruolo politico.

In questa circostanza, uscendo dai canoni istituzionali, si è comunque  prestato  a inevitabili strumentalizzazioni.  Molti hanno già accostato le sue parole, per quanto impropriamente, a quelle note, pronunciare , in un'altra campagna elettorale da Berlusconi. 

Tuttavia, leggendo i vari commenti di approvazione sui social, ci sono altri cittadini che, andando oltre la forma, apprezzano comunque  questa esternazione ritenendo che sia condivisibile nella sostanza. Credo che l’errore di Di Battista sia soprattutto quello di non aver spiegato subito il senso reale della sua battuta.

Lo ha fatto tardivamente, subito dopo,  sulla sua pagina Facebook con queste parole:Ci trattano da sudditi. Provano ad anestetizzarci con bonus e mancette. Sono bravi ad addormentarci, ma insieme possiamo fare tutto. Questo è un Paese strano, ripeto, abituato ad accettare soprusi di ogni tipo. Ma credo fermamente che il riscatto sia possibile. Come sempre abbiamo tutti quanti contro, il 90% di stampa e TV, tutti i partiti politici terrorizzati dall'idea del MoVimento 5 Stelle al Governo…”

Spiegazione questa che invece mi sento di condividere pienamente. Mi pare  infatti abbastanza evidente che il livello etico, culturale e politico, ma non solo, di molti Italiani  si sia abbassato in questi anni. Siamo una nazione  che invecchia più di altre ed in declino dove molti cittadini, pur lamentandosi del basso profilo e della corruzione di questa classe politica, invece di partecipare attivamente ad una lotta  per un cambiamento, si astengono passivamente perfino dal voto, facendo il gioco del potere in carica.

 D’altra parte, la maggior parte degli elettori continua  a votare per quei partiti che hanno portato l’Italia  nello stato di degrado economico, politico e sociale in cui si trova oggi.

Non credo peraltro, come affermato da alcuni  avversari politici, che Di Battista intendesse  accusare di “rincoglionimento” tutti coloro che non votano M5S, ma, più profondamente, che l’ignoranza politica, la sudditanza e la passività, la mancanza di senso critico, nei confronti della disinformazione dei media di sistema, proni al potere, sono alla base di  molti mali che vive oggi il Paese, compresi quelli dei licenziamenti  nelle fabbriche.

La riprova di questo la troviamo, amplificata,  nelle modalità in cui si sta svolgendo questa campagna elettorale: e che spiega in parte, stando ai sondaggi, la rinascita del centrodestra, che pareva defunto. Da un lato, emerge  la memoria corta  di molti Italiani  forse privi di cultura politica, dall’altra il peso che i media  pro sistema purtroppo ancora esercitano sui cervelli  e sulle scelte elettorali di molti Italiani, a causa della mancanza di  senso critico e della tendenza di delegare ad un capo, non importa se condannato dalla giustizia, la risoluzione dei propri problemi. 

Emerge  dunque, oltre ad una scarsa informazione, la mancanza di  senso etico e civile da parte di troppi cittadini.
D’altra parte se questo è quel che vuole la maggioranza del Paese, dobbiamo accettarlo. Forse è quel che l’Italia si merita.

martedì 6 febbraio 2018

ELEZIONI POLITICHE:PIDINI E PINOCCHI NEL PALAZZO DEI BALOCCHI

Promesse surreali, sempre le stesse, perfino quella sull’ inutile ponte sullo Stretto, accomunano la campagna elettorale di Renzi e Berlusconi, anche se  per quest’ultimo si può parlare, recentemente,  di finta sobrietà limitata alle solite 80000 caramelle elettorali. Oltretutto assistiamo ad una mancanza di creatività che la dice lunga sul livello di questa classe politica.

venerdì 12 gennaio 2018

GIUSTISSIMO NORMARE PRESENZE ED INTERVENTI DEI GIORNALISTI IN TV


 di 


Par condicio, perché è giusto che l’AgCom controlli anche gli interventi dei giornalisti in tv

Par condicio, perché è giusto che l’AgCom controlli anche gli interventi dei giornalisti in tv
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I post scritti dai lettori
di Angelo Mazzoleni
In questi giorni di campagna elettorale, oltre alle promesse mirabolanti, senza coperture di alcuni partiti politici, assistiamo a una contestazione, da parte di alcuni autorevoli giornalisti, dell’estensione a questa categoria, di alcune norme dell’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom) atte a garantire un minimo di par condicio in tv. In pratica, come per i politici, viene richiesta la presenza di più giornalisti che possano esprimere diverse posizioni politiche durante una stessa trasmissione, o che dichiarino il loro orientamento politico.
Le argomentazioni addotte dai detrattori di questa scelta si riducono in sostanza a due:
1. un sacrilegio impedire la libertà di espressione della stampa (succede solo nei regimi);
2. impossibile, difficile, comunque ridicolo, invitare giornalisti di diversi orientamenti politici in una stessa trasmissione;
Entrambe queste motivazioni, nel contesto della attuale realtà politica italiana, considerato il livello di informazione dominante sono, a mio parere false, fuorvianti, un po’ ipocrite e hanno il sapore di una difesa di categoria. Libertà di espressione non significa infatti libertà di influenzare, da una propria postazione di privilegio, in campagna elettorale, un pubblico spesso privo di senso critico, con i giudizi politici, spesso spacciati per oggettivi, invece che come opinioni personali o utilizzando una serie di tecniche comunemente usate per mistificare i fatti in assenza di uncontraddittorio. A maggior ragione se ci si finge indipendenti e obiettivi, ma non si ha il coraggio di dichiarare apertamente per chi si vota.
Sappiamo che, in Italia, la maggior parte dei giornali ha editori-padroni, che spesso ne dettano o condizionano la linea e che i giornalisti, realmente indipendenti o professionalmente corretti, sono molto pochi. Come è facilmente riscontrabile, spulciando e confrontando le informazioni date sui vari canali, questo vale anche per i vari talk televisivi e tg, in quanto viziati a monte da un gigantesco conflitto di interessi, mai non a caso sanato, sia sulle reti Mediaset, che in quelle cosiddette pubbliche ma di nomina politica da parte del governo in carica.
Il caso più evidente di questa cattiva informazione e squilibrata par condicio è quello del M5S che, avendo pochi giornalisti “amici” e nessun peso o quasi nelle tv di Stato, risulta oggettivamente penalizzato sia sul piano politico che dell’immagine.
Infine, mi pare altrettanto riscontrabile ed evidente, seguendo le diverse trasmissioni televisive di maggior ascolto, che non solo i conduttori e giornalisti ospiti usano due pesi e misure nei giudizi che esprimono sulle diverse forze politiche, ma utilizzano o no, a seconda della convenienza e del politico presente in studio, tecniche di interruzione, domande addomesticate o feroci. Altro che reale obiettività, indipendenza, professionalità, di cui spesso parla uno dei contrari a questo regolamento, il pur apprezzabile Enrico MentanaIl suo discorso avrebbe un senso se tutti i giornalisti fossero su quel livello di professionalità e reale obiettività, cosa per altro difficile per ogni essere umano.
Purtroppo sappiamo che così non è. Che questo è un discorso utopico e astratto nella migliore delle ipotesi. Ben vengano dunque finalmente,, almeno in campagna elettorale, queste regole ferree dell’Agicom. Peraltro trovare dei contraltari di giornalisti in una stessa trasmissione, anche se più difficoltoso, non è affatto impossibile. In ogni caso, che almeno i giornalisti presenti dichiarino onestamente, prima di esprimere liberamente giudizi e analisi, per chi votano. Forse questo potrebbe anche essere in un primo passo verso una informazione davvero più onesta e corretta, anche dopo le elezioni.

mercoledì 10 gennaio 2018

ELEZIONI POLITICHE:ULTIMA OCCASIONE PER GLI ITALIANI DI CAMBIARE QUESTO PAESE

Nonostante un rancore viscerale che accomuna tanti  rappresentanti di PD PDL E E LEGA,ospiti quasi fissi di tanti talk e trasmissioni televisive faziose, dove si “spettegola,quasi quotidianamente, senza contraddittorio, sul M5S,  i Pentastellati continuano a crescere nei sondaggi. Sembra che la par condicio, per i  media di questo Paese, sia un optional e che giocare con le carte truccate ( non bastasse la nuova legge elettorale studiata ad hoc in chiave anti-M5S), sia diventata la normalità.

martedì 14 novembre 2017

Se Silvio Berlusconi ritorna è perché ogni Paese ha il governo che si merita

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POLITICA

Se Silvio Berlusconi ritorna è perché ogni Paese ha il governo che si merita

Se Silvio Berlusconi ritorna è perché ogni Paese ha il governo che si merita

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di Angelo Mazzoleni
Strano Paese l’Italia. Moltissimi bravi cittadini si lamentano di una classe politica indegna, di un sistema malato e corrotto, dell’ economia disastrata da decenni di malgoverno. Eppure, quando si tratta di dare il proprio contributo a un possibile cambiamento, una buona metà di italiani si astiene o vota sempre per quegli stessi soggetti che sono i primi responsabili dei disastri nazionali. Senso etico, consapevolezza, informazione critica pari a zero? Credo che queste siano solo una parte delle ragioni di fondo.

giovedì 8 giugno 2017

M5S: GOVERNARE BENE CON GLI UOMINI GIUSTI NEI POSTI GIUSTI

Non so quando andremo finalmente a votare, ma, riducendo il discorso all’ osso, a mio parere, governare bene significa avere, ben chiaro in mente, un progetto e modello alternativo di Paese, un programma completo in tutti i settori, una squadra preparata e degli economisti validi e alternativi di riferimento, soprattutto un bravo coordinatore che sappia mettere gli uomini competenti giusti al posto giusto.
Tutto questo processo va preparato prima collettivamente, col supporto anche della base e delle idee dell’intelligenza collettiva, attraverso una democrazia diretta ben strutturata, organizzata e democratica nella gestione e negli strumenti.
Mi auguro che il M5S ( e soprattutto i vertici), dopo alcuni errori compiuti, lo abbiano finalmente compreso e siano davvero pronti.
Lacredibilità del movimento ed il bene del Paese dipendono anche da questo, ma dipenderà anche dal fatto di non sprecare le esperienze e competenze fin qui maturate dei parlamentari attuali, rivedendo la regola dei due mandati e ampliandola almeno a tre, vista la fase attuale, soprattutto se passerà la legge elettorale proporzionale.

domenica 9 aprile 2017

Il SUM #01 SUL FUTURO DELL’ ASSOCIAZIONE CASALEGGIO: UN A SVOLTA PER IL M5S

Credo che il convegno, organizzato ieri dall’ associazione Casaleggio, segni un cambio di passo  ed un segnale  di maturità per tutto il M5S, ma anche per il Paese. A maggior ragione se,  come annunciato, verrà replicata e sviluppata nel tempo.

giovedì 26 gennaio 2017

LINEE GUIDA DI UN POSSIBILE PROGRAMMA DI GOVERNO DEL M5S

QUALI PROVVEDIMENTI SONO PIU' URGENTI ED UTILI PER IL PAESE?

Secondo quanto emerso dalla discussione nel nostro gruppo. al fine di delineare un programma completo in tutti i settori su cui costruire UN MODELLO ALTERNATIVO DI PAESE DA COMUNICARE AGLI ELETTORI( che manca ancora nel m5s mentre non è neppur chiaro se le proposte approvate su lex iscritti, entreranno o no nel programma) dovrebbero essere questi:

Priorità di breve –medio periodo

EUROPA
Piano di exit che consenta di rimuovere gli ostacoli per una eventuale nostra uscita dall'euro-zona che dovrebbe prevedere modifiche costituzionali ed altri interventi quali:
- attuazione di un referendum consultivo o, nel caso esso non sia possibile, l’introduzione in costituzione del referendum propositivo o comunque una modifica dell’attuale normativa per poter far decidere i cittadini democraticamente;
-abolizione vincolo del pareggio di bilancio e fiscal compact,
-nazionalizzazione di una grande banca per gestire il processo ( ad es.per ricomprarci la parte del debito in mano estera per evitare ricatti esteri ed attacchi speculativi );
-accordi politici ed economici con altri Paesi mediterranei USA E RUSSIA, viste l’attuale situazione che pare favorevole.

mercoledì 11 gennaio 2017

LE CONTRADDIZIONI DA SANARE NEL M5S

Molti iscritti al M5S lamentano da tempo immobilismo, criticità e contraddizioni interne, sulla gestione e sugli strumenti per una reale democrazia diretta che, oltre a rendere problematico un nostro futuro di governo, stanno minando la fiducia nei vertici di parte di molti iscritti:

-manca un canale unico di dialogo tra base e portavoce con parlamentari delegati a rispondere almeno sulle problematiche comuni inerenti gli strumenti della DD, sulla sua gestione, sulla costruzione anche dal basso di leggi e programma completo in tutti i settori, sulle strategie politiche.Insomma: troppo verticismo e mancanza di trasparenza e comunicazione;

martedì 1 novembre 2016

LA DEMOCRAZIA DIRETTA, PER FUNZIONARE, DEVE ESSERE BEN ORGANIZZATA E STRUTTURATA

PREMESSA
Visto che, ultimamente,   si riparla di democrazia diretta in rete, che la nuova piattaforma Rousseau, con sezione lex iscritti ancora inattiva,  non consente di fare proposte programmatiche  da parte degli iscritti ( per non parlare del forum improduttivo ed obsoleto, sempre sul blog di Grillo), che non è ancora chiaro come e da chi verrà gestita  la fondazione,   vorrei sintetizzare alcune riflessioni a compendio di quanto già scritto, 4 anni fa, su questo blog, prima ancora che iniziasse la sperimentazione nel Lazio della piattaforma Parelon  ( che per ora  appare  più avanzata di Rousseau rispetto alla strutturazione di una  vera democrazia diretta).
Per chi volesse approfondire rimando alla descrizione  nel mio progetto generale:
http://progettodemocraziadiretta.blogspot.it/…/un-nuovo-mod…

martedì 19 luglio 2016

M5S: IL TEMPO DI PASSARE DA UNA OLIGARCHIA SPARTANA ALLA DEMOCRAZIA ATENIESE.

La sconfitta politica alle amministrative sembra non aver insegnato nulla al pd e neppure ai media di sistema. Non passa giorno in cui la macchina mediatica del fango pidina non sputi qualche schizzo di fango sul m5s. Tecnica obsoleta che ormai, in un elettorato piu ' consapevole, non funziona piu'.

martedì 24 maggio 2016

ATTIVATA SU ROUSSEAU “LEX ISCRITTI “LA DEMOCRAZIA DIRETTA NON E’ PIU’ UN SOGNO?

Nessuno ne parla, come se questa notizia che, avrà dei risvolti futuri importanti, non solo per il m5s, fosse marginale rispetto alle quotidiane  fanfaronate renziane: da alcuni  giorni,  è stata attivata sulla piattaforma  Rousseau la sezione “Lex iscritti “che segna un primo passo verso un percorso di democrazia diretta dal basso all’interno del movimento. 

martedì 17 maggio 2016

LA CONFUSIONE TRA GARANTE E CAPO IN ALCUNI PORTAVOCE DEL M5S

Il ritornello-mantra che ci viene ogni giorno riproposto dai vari portavoce, per motivare espulsioni e la  sospensione di Pizzarotti, che ha comunque commesso anche lui degli errori, è quello che Grillo è da sempre stato il GARANTE del m5s 
Punto e a capo. 

Il punto è invece che, forse,  manca la  conoscenza del significato e del ruolo che dovrebbe avere in un sistema democratico un garante. 

martedì 12 aprile 2016

IL SINCRETISMO POLITICO RIVOLUZIONARIO DI CASALEGGIO

Credo che uno dei punti centrali dell’ idea rivoluzionaria di Roberto Casaleggio,( di cui,  a volte pure io ho criticato qui alcune scelte di metodo, in merito proprio ai ritardi degli strumenti per una reale  democrazia in rete, ma forse c'erano buone e sagge ragioni  per averla cosi' graduata ) sia quella di aver sognato la realizzazione della democrazia diretta in una società molto più vasta e complessa di quella greca.

lunedì 30 novembre 2015

DEFINIRE REGOLE UNIFORMI E TRASPARENTI PER LE CANDIDATURE LOCALI DEL M5S

Dopo la buona esperienza romana, per scelte e  metodo democratico e, invece.    quella pessima di Milano, ma anche rispetto alla questione delle espulsioni e della gestione verticistica di Rousseau,  penso che il m5s dovrebbe dotarsi di regole chiare, precise ed uniformi che sanino queste contraddizioni antidemocratiche di fondo, evitando altri errori e la solita improvvisazione che oltretutto si presta a strumentalizzazioni da parte dei media di sistema..

sabato 13 giugno 2015

QUEL CHE I MEDIA ITALIANI NON SANNO O FINGONO DI NON SAPERE SUL M5S

Sono onesti, coerenti, quasi tutti laureati. Donano gran parte del loro stipendio  ai cittadini ed imprese in crisi. Hanno da subito rinunciato ai vitalizi. Dopo due legislature tornano volontariamente  a casa. 

Essendo l'unica vera forza politica  anti-sistema, post ideologica ma che porta avanti in concreto gran parte dei veri valori di sinistra ed in grado di vincere, ha quasi tutti i media  contro. Nonostante questo, continuano a crescere nei sondaggi.