mercoledì 25 aprile 2018

L’ INESPERTO DI MAIO DA’ LEZIONI DI POLITICA A LEGA E PD

 Dopo  molte ironie sui suoi congiuntivi, sul ragazzotto inesperto ed incapace, alcuni opinionisti, ma anche tanti Italiani, dovranno ricredersi su Luigi Di Maio. Con abili mosse, da politico scafato, ma senza l’ipocrisia che spesso lo caratterizza, si sta rivelando, in queste trattative per la nascita di un governo, un grande leader.


Non solo, è riuscito a portare il M5s ad essere il primo partito, ma a far emergere, in questi giorni, standosene tranquillamente al centro della scena, tutte le contraddizioni sia del centrodestra che del Pd renziano.

Se ne avuta una riprova soprattutto dopo l’incontro con l’incaricato del Quirinale Roberto Fico.
Il Pd, che probabilmente c’era andato per suonare le sue campane e spiazzare il M5s, è stato in effetti spiazzato dalle sue risposte, nette e chiare,  rispetto alle aperture, vere o finte, del presidente Martina.

Ne è nato un gran caos mediatico e sui social. Certo molti della stessa base del M5s sono rimasti sconcertati dalla politica del doppio forno e dalla scelta di cercare una interlocuzione anche col Pd.  Non hanno compreso che questa era l’unica strategia intelligente per far uscire il movimento, dal cul de sac dello stallo politico,  con ancora il pallino in mano.

Le dichiarazioni spaventate dei fedelissimi renziani, costretti ad uscire dalla sala dei popcorn e scendere precipitosamente dall’Aventino, per esprimere tutta la loro contrarietà al loro stesso segretario, la reazione stizzita di Salvini ne sono la dimostrazione.

Il leader del Carroccio, avendo perso l’occasione di fare un governo di cambiamento col M5s rompendo con Berlusconi, si trova  ora costretto  a scendere dal Friuli  per inseguire anche lui  Di Maio, che,  dopo averlo liquidato, ha  precisato  che, se fallirà anche questo tentativo col Pd,  si dovrà tornare necessariamente al voto.

Insomma, il leader del M5s è riuscito a far rimanere col cerino in mano sia Salvini che il Pd che, a questo punto, saranno costretti a scoprire le loro carte, a fare delle scelte chiare se non vorranno apparire, agli occhi degli Italiani, come i responsabili della mancata nascita di un governo.

Un capolavoro politico innegabile, comunque la si pensi,anche perché, con alcune dichiarazioni aggiuntive,Di Maio ha scaricato sul  leader del Carroccio la responsabilità della perdita di tempo di questi giorni.

D’altra parte, non credo  che dalla direzione del Pd, annunciata dal suo segretario, uscirà, visti i contrasti interni  ed i numeri risicati per una maggioranza stabile, un accordo per un governo col M5s Al massimo,  ne verrà fuori l’ennesima frattura tra le diverse anime di questo partito ormai in crisi profonda.
 Più probabilmente ci sarà un tentativo per rilanciare la palla nel campo pentastellato ponendo altre condizioni irricevibili che non serviranno comunque  a cambiare le cose.

Qualora, a sorpresa, dovesse uscire invece la disponibilità del Pd  ad appoggiare un governo col M5s, Di Maio ha  già  rassicurato  la  sua base, in parte  contraria a questa soluzione, che ci sarà una votazione in merito di tutti gli iscritti.

Non credo che ce ne sarà bisogno, a mio parere, salvo conversione a u di Salvini con rottura col Cavaliere,  si tornerà presto  alle urne, ma, con le ultime sue mosse,  Luigi Di Maio ha comunque già seminato il campo della prossima campagna elettorale.

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